Carcinoma mammario: tossicità della terapia adiuvante endocrina in post-menopausa


Gli inibitori dell’aromatasi sono associati a miglioramenti consistenti nella sopravvivenza libera da malattia ma non nella sopravvivenza generale.

È stata condotta una meta-analisi sulla base degli studi randomizzati presenti in letteratura per valutare se la tossicità relativa degli inibitori dell’aromatasi rispetto a quella di Tamoxifene ( Nolvadex ) possa spiegare questi risultati.

Sono stati identificati gli studi randomizzati e controllati che confrontavano inibitori dell’aromatasi e Tamoxifene come terapia endocrina adiuvante in donne in postmenopausa.

Sono stati calcolati gli odds ratio ( OR ), i rischi assoluti e il number needed to harm ( NNH ) associati a un evento avverso per eventi avversi gravi prespecificati inclusa malattia cardiovascolare, malattia cerebrovascolare fratture ossee, eventi tromboembolici, carcinoma dell’endometrio e altri secondi tumori escluso un nuovo carcinoma mammario.

Sono stati identificati 7 studi per un totale di 30.023 pazienti.

Una maggiore durata dell’uso di inibitori dell’aromatasi è risultata associata a un aumento del rischio di sviluppare malattia cardiovascolare ( OR=1.26, P inferiore a 0.001; NNH=132 ) e fratture ossee ( OR=1.47, P inferiore a 0.001; NNH=46 ), ma a una diminuzione del rischio di trombosi venosa ( OR=0.55, P inferiore a 0.001; NNH=79 ) e carcinoma dell’endometrio ( OR=0.34, P inferiore a 0.001; NNH=258 ).

L’uso per 5 anni di inibitori dell’aromatasi è risultato associato a un aumento non statisticamente significativo di decesso senza recidiva rispetto a un uso di 5 anni di solo Tamoxifene o Tamoxifene per 2-3 anni seguito da un inibitore dell’aromatasi per 2-3 anni ( OR=1.11, P=0.09 ).

In conclusione, la tossicità cumulativa degli inibitori dell’aromatasi quando utilizzati come terapia di prima linea può spiegare la mancanza di un beneficio nella sopravvivenza generale nonostante i miglioramenti nella sopravvivenza libera da malattia.
Il passaggio da Tmoxifene a inibitori dell’aromatasi riduce questa tossicità ed è probabilmente il miglior compromesso tra efficacia e tossicità. ( Xagena_2011 )

Amir E et al, J Natl Cancer Inst 2011; 103: 1299-1309

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